Interrail: ricordi di un’avventura indimenticabile

Mercoledì 30 marzo 2011

Ho trovato, per puro caso (tipico esempio di serendipità) dentro un portadocumenti che non aprivo da decenni, il libretto del mio Interrail: era il 1979, ero ancora minorenne e, per quasi un mese, ho girato mezza Europa.

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Interrail: itinerario

Mercoledì 30 marzo 2011

Come ho scritto nel post precedente, è stata un’avventura, il viaggio in sé non era importante, né tantomeno le tappe, tutto questo è stato il mezzo per realizzare un fine. Non c’erano velleità culturali o antropologiche o sociologiche. In fondo è stata solo una sfida con noi stessi, una voglia di sentirci finalmente grandi e capaci di sfidare il mondo, un paletto che sancisse il nostro definitivo distacco dall’infanzia e dall’adolescenza.

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Bangkok: arrivo, prime impressioni e Patpong

Lunedì 23 gennaio 2006

Atterriamo a Bangkok all’alba. La pratica alla dogana è inquietante: un austero funzionario controlla con calma i documenti e scatta una foto con uno strana sfera di metallo posizionata sul banco, dopodiché attacca ad una pagina del passaporto un foglietto verde che è il permesso di soggiorno per 30 giorni tassativi, scaduti i quali sembra si possa essere sbattuti dentro una delle terribili prigioni thailandesi viste in molti film. Sto esagerando naturalmente ma, come avrò modo di verificare in seguito, il senso della gravità del reato è davvero relativo rispetto al mondo occidentale. Ritirati i bagagli, troviamo subito ad attenderci l’autista, con accompagnatore, per il trasferimento in hotel che avevamo prenotato dall’Italia: ci fa salire su una Volvo tutta bianca, dentro e fuori: comincia la nostra avventura in terra thailandese. La prima cosa che mi colpisce è che la città non ha assolutamente nulla di orientale: grattacieli modernissimi, torri con ristoranti rotanti sulla cima, strade a quattro corsie e traffico, tanto traffico.

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Bangkok: Palazzo Reale e Tempio del Buddha Sdraiato

Martedì 24 gennaio 2006

Comincia la prima vera giornata a Bangkok, o meglio a Krungthep Maha NakhonAmon Rattanakosin Mahinthara Yutthaya Maha Dilok Phop Noppharat Ratchathani Burirom Udom Ratchaniwet Maha Sathan Amon PhimanAwatan Sathit Sakka Thattiya Witsanu KamPrasit (qui la pronuncia) che è il vero nome della città usato nelle cerimonie ufficiali, uno scioglilingua di 169 lettere che tradotto letteralmente significa “La città degli angeli, la grande città, l’eterna città gioiello, l’inespugnabile città del dio Indra, la grandiosa capitale del mondo dotata di nove gemme preziose, la città felice, che abbonda in un enorme palazzo reale, che è simile alla dimora celeste dove regna il Dio reincarnato, una città data da Indra e costruita da Vishnukarn” scritta in thai กรุงเทพมหานคร อมรรัตนโกสินทร์ มหินทรายุธยามหาดิลกภพ นพรัตน์ราชธานี บุรีรมย์อุดมราชนิเวศน์มหาสถาน อมรพิมานอวตารสถิต สักกะทัตติยะวิษณุกรรมประสิทธิ์ : poetico, vero?

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Bangkok: mercato galleggiante di Damnoen Saduak

Mercoledì 25 gennaio 2006

Oggi usciamo da Bangkok per andare a visitare il Mercato Galleggiante di Damnoen Saduak, nella provincia di Ratchaburi, forse il più famoso del paese, a circa 100 chilometri dalla capitale. La guida thai di oggi si fa chiamare Cipollino: un nome, un programma! Alterna battute, che nessuno capisce, a risatine isteriche. Quando si fa serio comunque dimostra competenza. Lungo la strada, ci fermiamo a visitare una serra dove si coltivano orchidee: una meraviglia, porterei a casa un bel po’ di vasi.

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Kanchanaburi: Tiger Temple

Giovedì 26 gennaio 2006

Mario (ho finalmente capito che questi thailandesi si attribuiscono nomi occidentali per facilitare i turisti) arriva a prelevarci all’hotel con qualche minuto di ritardo, il che ci provoca un po’ di ansia. Dobbiamo essere a Kanchanaburi per il primo pomeriggio: da casa, prima della partenza, ho prenotato un pacchetto che comprende 2 notti in hotel con servizio di mezza pensione e una serie di tour guidati che ci porteranno a spasso per la provincia di Kanchanaburi alla scoperta delle bellezze naturali e storiche della zona. Costo totale del pacchetto: 3600 bath, circa 80 euro!

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Kanchanaburi: Erawan Falls e Ponte sul fiume Kwai

Venerdì 27 gennaio 2006

Giornata intensa oggi: il pulmino passa prenderci alle 8. Prima tappa: Erawan National Park, a circa 70 km da Kanchanaburi, il parco più visitato della Thailandia e probabilmente anche il più bello. Lo scopo principale della visita al parco sono le Cascate di Erawan che si sviluppano in 7 livelli diversi e formano, alla fine di ogni salto, delle piscine naturali dove è possibile fare il bagno.

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Ayutthaya e le sue rovine

Sabato 28 gennaio 2006

Alle 8 in punto, passa a prenderci un tizio con un mega pickup per portarci alla stazione delle corriere. Non parla inglese ma io provo a fare ugualmente il giochetto fatto a Bangkok con Cipollino: con la cartina e mostrando i soldi cerco di fargli capire quanto vuole per portarci ad Ayutthaya che dista 170 km da Kanchanaburi.

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