
Domenica 22 gennaio 2006
Oggi partiamo per la Thailandia. E’ il primo viaggio a lungo raggio organizzato in pratica completamente da me, con un po’ di sana incoscienza. Volo diretto Thai Airways da Malpensa a Bangkok Don Muang con Airbus A340.
Questa volta viaggiamo davvero leggeri: uno zainetto e un borsone a testa con un po’ di t-shirt e qualche paio di bermuda, più il minimo indispensabile. Il volo è alle 13:05. L’aeroporto è quasi deserto. Al gate, mentre aspettiamo di imbarcarci, non riesco a non notare i tanti ometti anzianotti e piuttosto dimessi che tutti soli aspettano di salire a bordo. Siccome non credo vadano a svernare in Thailandia, non posso non pensare che lo scopo del loro viaggio sia esclusivamente di natura sessuale: sono troppo malizioso?
E’ una bellissima giornata tersa e soleggiata. Il volo parte il perfetto orario e, lasciatemelo dire, viaggiare con la Thai è un’esperienza paradisiaca. Appena saliti a bordo, le hostess, elegantissime e sempre sorridenti, offrono a tutti i passeggeri un’orchidea, il simbolo stilizzato della compagnia aerea, fiore che ci accompagnerà quotidianamente durante le prossime due settimane. Viaggiando verso est, il buio cala presto, amo volare di notte anche se non riesco a dormire in aereo: c’è più ordine, meno movimento e i bambini dormono e non rompono. Ci servono pranzo, cena e colazione e ad ogni pasto le hostess si cambiano d’abito, sfoggiando addirittura bellissimi abiti lunghi in seta nei colori della compagnia (il viola impéra dappertutto) per la cena. Ci sono sia menu occidentali che thailandesi e io, giusto per cominciare ad abituarmi, scelgo sempre questi ultimi. Nella notte, guardando fuori dal finestrino, nel buio più totale, si vedono le fiamme sulla cima dei pozzi petroliferi. A un paio d’ore dall’atterraggio, sorvoliamo Calcutta: è enorme e piena di luci ma, dentro di me, penso a quanta povertà c’è laggiù. Tra una mangiata e un film, le 10 ore di volo passano veloci anche se avrei preferito dormire un po’.